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LE ORIGINI, LE FONTI STORICHE E LA LEGGENDA POPOLARE SISMA DEL 1980
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Danni alle strutture dell'agricoltura comprese le scorte vive:

1) Fabbricati rurali danneggiati completamente:

- Abitazioni n. 41 - Vani 232

- ricoveri per animali (bovini, ovini, capr.) n. 33 - mq. 1852

- magazzini e fienili n. 44 - mq. 2629

2) Fabbricati rurali danneggiati parzialmente:

- abitazioni n. 21 - Vani 73

- ricoveri per animali (bovini, ovini, capr.) n. 16 - mq. 536

- magazzini e fienili n. 6 - mq. 157

Gravissimo è il bilancio dei danni arrecati al patrimonio artistico di Pescopagano. Sono monumenti sacri, costituiti da edifici già malati di vecchiaia e colpiti da un fatale colpevole abbandono secolare.

La Chiesa Madre S. Maria Assunta in Cielo di PESCOPAGANO ha subito il crollo della cuspide, della cella campanaria e parte del corpo portante che, precipitando sul tetto della navata sinistra della chiesa, ne ha provocato il crollo. Contemporaneamente si è verificato il crollo delle cupole sovrastanti il transetto, i cappelloni laterali e il coro.

Inoltre è crollata la volta della navata centrale, con esclusione delle capriate in legno portanti il tetto.

Sono andati distrutti tutti gli altari compreso, ovviamente, l'altare maggiore, costruito in marmo pregiato, vero capolavoro d'arte, le decorazioni architettoniche interne, marmi intarsiati, sculture, pitture e arti minori. Lievemente danneggiata si presenta la facciata principale e, all'interno della Chiesa, il pulpito e parte del coro ligneo, opera dell'intagliatore locale Francesco Errico, eseguito nel 1877.

Si sono salvate diverse tele dipinte di fine Seicento e seconda metà del Settecento di scuola napoletana, raffiguranti Santi e Madonne, perché sin dal mese di aprile 1980 la Soprintendenza aveva provveduto a farle accantonare sopra l'organo della Chiesa per inviarle al restauro.

Nella parte alta dell'abitato, detta «Serra», sorge l'antichissima Chiesa di Maria SS. delle Grazie dell'ex Convento dei Frati Minori che è stata danneggiata gravemente alle strutture murarie, già da tempo compromesse. Vi si conservava un' iscrizione lapidaria in latino che ricordava i danni del terremoto avvenuto nel lontano 1694:

D.O.M. SANCTI TRIBUS REGIBU SACELLUM HOC A SUIS MAJORIBUS ANTIQUITUS CONSTRUCTUM TEREAEMOTIBUS 1694 DESTRUCTUM CHESAR DE ARANEO SIBI, SUISQUE RESTAURANVIT POSTREMO IN ELEGANTIOREM FORMAM A FUNDAMENTIS ECCLESIA REDACTA JOANNES BAPTISTA MARIA FILIUS ETIAM A FUNDAMENTIS RESTITUIT A.D. MDCCLVII

Ecco la traduzione: «Questo sacello (colonna funebre) costruiti dai suoi antenati maggiori e dedicato ai tre Re, fu distrutto dal terremoto del 1694. Cesare discendente del casato Araneo restaurò per sé e per i suoi familiari. In seguito ricostruita la Chiesa dalle fondamenta in maniera più elegante Giovan Battista Maria figlio ripristinò anche il sacello dalle fondamenta nell'anno di Dio 1757 ».

Le altre Chiese di S. Giovanni e S. Leonardo, site nel rione «basso la terra», nonché la Chiesa di S. Lorenzo ubicata a circa Km. 2 dal centro abitato, sono già da tempo abbandonate e chiuse al culto. Il sisma del novembre scorso ne ha compromesso le strutture murarie principali.

 
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