Spendere un buono regalo

Per la prima volta nella mia vita ho ricevuto come regalo di compleanno un buono regalo da spendere online come preferisco. È un bel gruzzoletto, quindi posso finalmente togliermi un po’ di sfizi e ricomprare il ferro da stiro a caldaia, dato che, essendosi rotto il mio fidato, mi sono dovuta arrangiare con uno classico elettrico e sinceramente mi ci trovo molto male.

In sostanza è andata così: il mio ragazzo per il mio compleanno mi ha regalato una bustina. Non sono una che fa caso ai regali, né che richiede o che si fa portare in giro a spendere col portafoglio di qualcun altro, quindi per me anche se fosse stato solo un biglietto di auguri scritto col cuore sarebbe stato comunque un regalo meraviglioso.

Il biglietto però riportava un codice QR e basta, con scritti i suoi auguri a penna. Ho preso il telefono, ho scandagliato il QR e mi sono ritrovata su una pagina che mi diceva “Tanti auguri di buon compleanno! Clicca qui per il tuo buono regalo!”. Non ne avevo mai ricevuto uno, come ho già detto, quindi mi sono trovata un po’ impacciata. Comunque, il buono regalo mi ha accreditato i soldi che ci erano stati versati e ho iniziato a navigare tra le categorie per cercare qualcosa.

Il ferro da stiro penso di averlo già trovato, ce n’è uno con caldaia che già avevo pensato di prendere quando si ruppe il mio, ma per il periodo di magra che sto attraversando ho preferito accontentarmi di un prodotto più modesto, tanto il risultato, più o meno, sarebbe stato lo stesso. Insomma, c’è anche un’offerta in corso proprio su quel modello, quindi lo prenderò. Ho visto anche un pacchetto con ferro e asse insieme a un prezzo molto buono, ma ho visto anche un paio di scarpe alle quali facevo il filo da tanto tempo.

Non so cosa fare, asse e ferro o ferro e scarpe?!

Aiuto con mia madre!

Ma solo io ho una madre che si comporta peggio di una bambina e fa ancora le bizze alla sua età? Ha superato gli anta da molto tempo, eppure sembra sia ancora una teen in certe situazioni.

Un mese fa si è storta un piede, non poteva fare nessun movimento perché soffrendo di altri disturbi la situazione era un po’ delicata. Il dottore le aveva prescritto riposo assoluto, ma ovviamente, lei, due giorni dopo aver scoperto di dover vivere allettata, voleva già alzarsi per fare le sue cose.

Abbiamo provato tutti, in casa, a farle capire che non le avrebbe fatto assolutamente bene, che avrebbe potuto complicare ulteriormente la sua situazione clinica: è stato come parlare con un muro. Si è voluta comprare delle stampelle ed è partita, girottolando per casa con il mocho in mano e il secchio appeso all’altro braccio, tenendo in contemporanea le sue nuove gambe supplementari.

Ovviamente le avevamo impedito in tutti i modi di farlo, ci eravamo organizzati, in casa, per fare un po’ tutto suddividendoci i compiti, ma è stato tutto inutile: ci facevamo il programma settimanale per le pulizie, poi arrivava lei e ci mandava tutto all’aria. C’era da fare il bucato? Ma come era possibile che qualcuno lo avesse già fatto?

Ora il dottore, per la riabilitazione, le ha consigliato di comprare il tapis roulant magnetico perché in grado di porre meno sotto sforzo la gamba lesionata. Ovviamente, la signorina non ne vuole sapere, dice di volerlo elettrico perché almeno si può rassodare di più, può fare cardio e un’altra serie di bizze, perché di questo si tratta, alle quali non sappiamo come reagire.

Non ascolta il dottore, figuriamoci se ascolta noi! Il piano, comunque, è questo: mio fratello rimane in casa, io e mio padre le andiamo a comprare il treadmill, lo portiamo a casa, lo montiamo e non le diciamo nulla. Quando lo vedrà lì, a seconda della sua reazione, vedremo il da farsi!

Le donne e i capelli

Mie care amiche donne, vi siete mai domandate perché ogni tanto il nostro cervello va in tilt e inevitabilmente ci viene voglia di cambiare taglio o colore ai capelli? Io me lo chiedo ciclicamente, ormai, dato che ogni due mesi circa mi viene questa strana voglia di stravolgere il mio look. Puntualmente lo faccio e puntualmente me ne pento.

I miei poveri capelli non so come facciano ancora a essere dove stanno, forse perché li curo molto, dopo anni e anni di tinte e decolorazioni. Una volta alla settimana faccio un impacco preso in erboristeria, non uso più la piastra e utilizzo il miglior phon consigliatomi dalla mia parrucchiera, con questi pochi escamotage sono riuscita a ravvivarli un po’.

Il problema è che spesso ci tingiamo o ci scaliamo i capelli solo per il gusto di farlo, mica perché la nuova acconciatura ci dona! Anzi, tutt’altro: ho ritrovato delle mie vecchie foto sul PC e mi sono sentita male. Come ho fatto ad andare in giro per strada coi capelli verde petrolio? E specifico, non ho più 15 anni, ne ho quasi il doppio quindi i miei non sono capricci adolescenziali. A dire il vero non so cosa siano.

Il bello è che anche la mia parrucchiera, che mi conosce da quando ho 18 anni, mi ha sempre ammonito quando tiravo fuori colori assurdi (accostati tra loro in modo assurdo, inoltre), quindi non è nemmeno possibile affermare che qualcuno mi motivava. Nessuno, né i miei genitori né i miei amici mi hanno mai detto qualcosa per i capelli, e se da un lato è un bene, dall’altro è sempre stato un male. Magari avrei potuto evitare di straziarli con acqua ossigenata e altre diavolerie, è un miracolo se ancora ne ho ancora così tanti e tutto sommato neppure troppo sciupati!

Il prestito personale

Molte persone ricorrono al prestito personale per ricevere denaro da una banca o da una finanziaria in massimo 48 ore. A differenza di altre formule, in questo caso non c’è bisogno di spiegare le motivazioni della richiesta, che potrebbe servire per pagarsi le vacanze, una nuova TV o le rette universitarie. Per richiederne uno basta quindi rivolgersi a una banca o a una finanziaria con busta paga – o pensione – alla mano, in grado di dimostrare l’affidabilità creditizia di chi richiede somme di denaro, generalmente inferiori ai 10.000 Euro.

L’ente svolgerà le ricerche necessarie per vedere se il cliente è o meno un cattivo pagatore e procederà a erogare o rifiutare la cessione della somma richiesta. Le richieste rifiutate per un prestito personale sono generalmente dovute ad alcuni fattori: per esempio se il cliente ha chiesto più di un finanziamento negli ultimi tempi, difficilmente riuscirà a richiederne un altro. Se il cliente, inoltre, ha un reddito particolarmente basso, un lavoro a tempo determinato, un’anzianità lavorativa non sufficiente o paga al limite del ritardo bollette e impegni finanziari, potrebbe vedere la propria richiesta rigettata.

In questo caso si hanno due opzioni: chi si vede rifiutare la richiesta di prestito personale può scegliere di richiederne uno con cessione del quinto; questa modalità viene sempre più utilizzata e prevede la cessione all’ente finanziario di un quinto dello stipendio a cadenza mensile.

In questo modo chi presta una somma di denaro avrà la certezza di ricevere la rata, man mano che il cliente prende il proprio stipendio (ovviamente il discorso vale anche per la pensione). Sarà il datore di lavoro o l’ente previdenziale ad avere il compito di versare ogni mese la rata, con questa soluzione anche coloro segnalati come Cattivi Pagatori presso le Centrali Rischi potranno avere accesso a un prestito personale. Altrimenti, se ciò non è possibile, si può chiedere che un garante metta una firma per noi, in questo caso una terza figura si farà carico del nostro debito, qualora non fossimo in rado di estinguerlo.

La cyclette per allenarsi in casa

La cyclette è una delle cose più utili che abbia mai acquistato in vita mia, talmente tanto che adesso sto pensando di prendere anche un’ellittica.

Ho avuto due splendidi gemelli cinque anni fa, da allora, tutto il peso che ho acquistato in gravidanza, è rimasto evidente su fianchi, pancia e glutei. Due anni fa, navigando su Facebook, mi sono ritrovata in un gruppo dedicato al fitness, al quale mi ero iscritta per cercare di trovare un po’ di motivazione. Una ragazza aveva postato un link molto interessante a un articolo che mi ha fatto accendere la voglia di allenarmi.

In questo articolo veniva evidenziato uno studio della Colorado State University e dell’Anschultz Medical Campus, sempre del Colorado, secondo il quale bastavano solo tre minuti al giorno di fintess per perdere peso. L’esperimento fatto dagli studiosi era proprio con una cyclette, impostata alla massima resistenza, con pedalate alla massima velocità e intensità. In soli tre minuti e con queste caratteristiche si bruciavano duecento calorie!

Questa cosa mi accese la speranza, quei chiletti da buttar giù (una quindicina circa) potevano essere sconfitti comprando una cyclette. Leggendo qualche recensione in rete mi decisi ad acquistarne una pieghevole, avendo poco spazio, con la seduta classica.

Decisi di provare la prima settimana a fare 25 minuti di pedalata, partendo dalla minima resistenza e andando a scalare per aggiungere sempre più intensità. Dopo un mese, grazie anche a una dieta mediterranea molto equilibrata e un litro di tè verde al giorno, decisi di pesarmi: avevo perso 4 kg, la cellulite si era attenuata visibilmente e il mio corpo era molto più tonico.

Girovita, fianchi, cosce e glutei avevano perso molti centimetri, mi sentii ancora più invogliata a proseguire nel mio percorso. Dopo aver perso quei maledettissimi chili di troppo, ho continuato ad allenarmi in casa riuscendo a ritagliarmi fino a un’ora di tempo da dedicare alla cyclette e alla cura del mio corpo.

Ho nettamente raffinato la tecnica in questi anni, non inizio mai a pedalare senza aver prima fatto 10-15 minuti di stretching e non scendo mai dal sellino della mia bicicletta da camera senza aver raffreddato i muscoli pedalando molto più lentamente.

Se mi avessero detto che bastava una cyclette pieghevole per avere risultati di questo tipo non ci avrei mai creduto. Eppure mi è bastato trovare la voglia e vincere la paura di non farcela, posso dire che finalmente ho un corpo che mi piace e col quale mi trovo davvero a mio agio.

La cyclette è comodissima perché, anche se si ha da lavorare e non si ha tempo di andare in palestra, mi ha permesso di organizzarmi a mio piacere per poter trovare quell’oretta quotidiana da dedicare a me stessa.

Adesso comprerò un’ellittica perché la classica bicicletta da camera mi ha già dato tutto quello che speravo di ottenere, sto facendo le dovute ricerche e ho ristretto il circolo alle opzioni che più mi interessano. Direi che è tempo di fare un upgrade alla mia cyclette!